Alfonso Restivo è un artista e art director catanese che ha fatto dell’iperrealismo la cifra distintiva del proprio percorso. Dopo gli studi al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti di Catania, ha costruito negli anni una carriera che lo ha portato dalla Sicilia a Milano, fino a importanti esperienze nazionali e internazionali.
Conosciuto anche come il “ritrattista dei VIP”, ha realizzato oltre cento ritratti dedicati a personalità del mondo dello spettacolo, dello sport, della cultura e delle istituzioni. Ma nel suo lavoro la somiglianza è soltanto il punto di partenza: attraverso i volti, Restivo cerca di raccontare emozioni, identità e ciò che si nasconde dietro l’immagine pubblica di una persona.
Oggi affianca alla pittura anche l’attività di direzione artistica, curando progetti ed eventi tra Milano, Roma e l’estero. Un percorso in continua evoluzione, nel quale l’arte diventa non soltanto espressione personale, ma anche uno strumento per raccontare la società e affrontare temi di forte valore umano e sociale.
Alfonso, oggi il tuo nome è legato a gallerie, mostre, televisioni e progetti internazionali, ma tutto nasce da un ragazzo siciliano appassionato di disegno. Se tornassi a quel ragazzo di allora, qual è stata la scelta o il momento in cui hai capito davvero che l’arte non sarebbe stata soltanto una passione, ma la tua strada?
“L’ho capito quando, in classe, alle scuole elementari, i miei compagni ricalcavano le figure alla finestra, sfruttando il sole e ripassando con la matita la foto sul foglio bianco. Io, invece, copiavo il soggetto a mano libera. La maestra mi elogiava sin da piccolo e credo che da lì iniziai a capire che, forse, l’arte sarebbe stata la strada giusta per essere felice.”
Hai ritratto oltre cento personaggi conosciuti, incontrando persone che prima probabilmente vedevi soltanto attraverso la televisione o i giornali. Con il tempo hai detto di voler andare oltre la semplice somiglianza per cercare qualcosa della persona che hai davanti. Che cosa cerchi oggi in un volto prima ancora di iniziare a dipingerlo?
“Cerco la particolarità dei lineamenti, l’espressivita’ e lo stato d’animo che è celato dentro uno sguardo, due elementi fondamentali per la scelta di un ritratto.”
Negli ultimi anni sei passato sempre più spesso dal ruolo di artista a quello di direttore artistico, arrivando a guidare progetti in Italia e all’estero, come l’esperienza di Xi’an con cento artisti provenienti da diversi Paesi. Quanto è stato difficile passare dal raccontare la tua visione personale al dover valorizzare anche quella degli altri?
“Mi sono messo nei panni degli artisti, essendo anch’io un artista, per capire le loro esigenze, complessità espressive, i loro bisogni per valorizzarli al meglio, e adesso sono seguito da migliaia di artisti da tutto il mondo che si affidano a me per esporre.”
Una parte importante del tuo lavoro è dedicata anche alla sensibilizzazione contro la violenza sulle donne, un impegno che negli anni ha ricevuto attenzione anche a livello istituzionale. Quando un artista decide di affrontare temi così dolorosi, qual è secondo te il confine tra raccontare una storia attraverso l’arte e rispettare profondamente il dolore delle persone coinvolte?
“Ritrarre vittime di Femminicidio e violenza richiede una forte sensibilità, perché devi mettere in quel ritratto la gioia della vita di quella persona, così da mostrare alla sua famiglia, non l’eterno dolore ma come si era felici senza pensare che non ci sia una lunga vita, vivere spensierati e vivere all’interno di una tela, immortalati per sempre.”
Negli ultimi anni hai raggiunto traguardi molto diversi: dalla direzione di spazi espositivi ai progetti internazionali, fino alla televisione e alla nascita di iniziative culturali come “Menaggio in Scena”. Dopo aver trasformato tanti sogni in obiettivi concreti, che cosa senti di dover ancora dimostrare prima di tutto a te stesso?
“Non mi fermo mica qui, ho tanti progetti in cantiere come la conduzione di un programma televisivo sull’arte, mostre a Beverly Hills e molto altro, per dimostrare ancora a me stesso che la forza che mi ha dato il mio caro papà, che non è più con me da mesi, non è esaurita, ma spinge forte per nuovi obiettivi, quelli che sperava Papà! Dedico tutto a lui che ha creduto sempre in me.”
Official instagram: https://www.instagram.com/alfonso_restivo_official/

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