Antonio Paolo Cisternino Mottola, nato il 19 settembre 1998, è un attore italiano. Debutta al cinema nel 2016 con Despite the Xylella di Vito Caggianelli e nel 2018 recita in Free – Liberi di Fabrizio Maria Cortese, nel ruolo di un “folle del cinema”. Nel 2018 prende parte al Vertical Movie del Festival del Cinema di Roma e successivamente al festival di Caorle.
Nel 2017 esordisce a teatro al Teatro Abeliano di Bari con lo spettacolo Accorti e Sicuri, ricevendo un riconoscimento consegnato da Antonio Stornaiolo.
Nel 2020 partecipa al film La vita davanti a sé, diretto da Edoardo Ponti, con Sophia Loren. Nel 2022 prende parte alla serie Avetrana, diretta da Pippo Mezzapesa; nel 2023 partecipa alla seconda edizione del South Italy International Film Festival. Nel 2024 figura nei progetti cinematografici Shoshana di Michael Winterbottom e Svaniti nel nulla di Renato De Maria.
Nel 2025 il suo percorso ottiene ulteriore visibilità attraverso la copertina del numero 133 di Clary Magazine e una presenza su Variety. Il progetto Next Chapter si sviluppa attraverso partnership e collaborazioni internazionali, tra cui FilmFreeway, Showgroup, VHE20, Mandy Network e Filmmaker, con iniziative editoriali, cinematografiche ed eventi di settore. Secondo la biografia fornita, nel 2026 il suo percorso arriva a Hollywood con un riconoscimento internazionale legato a Hollywood Times Mag.

La tua carriera prende avvio molto presto, tra cinema e teatro. Qual è stato il momento in cui hai capito che recitare non sarebbe stata soltanto una passione, ma la strada che volevi percorrere nella vita?
“Credo che non ci sia stato un momento preciso in cui ho deciso che recitare sarebbe stata la mia strada, ma piuttosto un percorso, fatto di esperienze, emozioni e incontri, che mi ha portato a capirlo sempre più chiaramente.Fin da giovanissimo, tra il cinema e il teatro, ho sentito che la recitazione era un luogo in cui riuscivo a esprimere una parte profonda di me stesso, a esplorare emozioni, a raccontare storie e a dare voce a mondi diversi dal mio.
Con il tempo, quella che inizialmente era una passione è diventata un’esigenza, qualcosa di cui non riuscivo più a fare a meno. Ho capito che non si trattava soltanto di amare questo mestiere, ma di essere disposto ad affrontarne anche le difficoltà, i sacrifici e le incertezze.È stato proprio questo a farmi capire che non volevo semplicemente recitare, ma volevo costruire la mia vita attraverso questo lavoro, continuando a mettermi in gioco, a imparare e a sorprendermi. E credo che, ancora oggi, sia proprio questa la cosa più bella di questo mestiere: non smettere mai di scoprirsi.”

Dagli esordi in Despite the Xylella fino a produzioni di maggiore respiro, il tuo percorso è stato ricco di esperienze differenti. Quali incontri, difficoltà o insegnamenti hanno contribuito maggiormente alla tua crescita come attore?
“Credo che ogni esperienza abbia contribuito, in modo diverso, alla mia crescita. Dagli esordi in Despite the Xylella fino alle produzioni di maggior respiro, ho avuto la possibilità di confrontarmi con realtà, persone e metodi di lavoro differenti, e ognuno di questi incontri mi ha lasciato qualcosa.Una delle cose più importanti che ho imparato è che questo mestiere richiede tanta preparazione, ma anche la capacità di mettersi continuamente in discussione. Ogni personaggio ti chiede di uscire, almeno in parte, da ciò che conosci, di ascoltare, osservare e trovare nuove sfumature dentro di te.
Le difficoltà, poi, sono state fondamentali quanto le soddisfazioni, perché mi hanno insegnato ad avere pazienza, a non scoraggiarmi davanti agli ostacoli e a considerare ogni occasione come un’opportunità di apprendimento. Anche gli incontri con altri attori, registi e professionisti sono stati preziosi: il confronto ti arricchisce, ti apre nuove prospettive e ti aiuta a capire che non si smette mai di imparare.Oggi sento di affrontare questo lavoro con una maggiore consapevolezza, ma soprattutto con la stessa curiosità degli inizi. Penso che crescere come attore significhi proprio questo: acquisire esperienza senza perdere la voglia di lasciarsi sorprendere.”

Nel film La vita davanti a sé hai avuto l’opportunità di lavorare in una produzione con Sophia Loren, sotto la regia di Edoardo Ponti. Che cosa ha rappresentato per te questa esperienza, sul piano umano e professionale?
“Lavorare nel film La vita davanti a sé, accanto a una leggenda del cinema come Sophia Loren e sotto la regia sensibile di Edoardo Ponti, è stata un’esperienza di grande valore, sia umano che professionale. Sul piano umano, è stato un privilegio poter condividere il set con un’artista di una tale grandezza, capace di trasmettere emozioni autentiche e di dare profondità a ogni gesto e a ogni sguardo. È un’esperienza che ti arricchisce non soltanto come interprete, ma anche come persona. Sul piano professionale, è stata un’importante occasione di crescita e di confronto.
Lavorare in un contesto di così alto livello mi ha permesso di osservare, imparare e comprendere ancora di più quanto, nel cinema, siano fondamentali l’ascolto, la sensibilità e la verità emotiva. Porto con me il ricordo di un’esperienza preziosa, che ha lasciato un segno nel mio percorso e che mi ha ricordato quanto questo mestiere sia fatto non solo di talento, ma soprattutto di umanità, dedizione e incontri capaci di arricchirti profondamente.”

Con Next Chapter hai scelto di costruire una rete di collaborazioni e opportunità internazionali. Come nasce questo progetto e quale visione del tuo futuro artistico vuole esprimere?
“Con Next Chapter nasce da un percorso di crescita artistica e personale che, negli anni, mi ha portato a guardare sempre più oltre i confini nazionali. L’esperienza cinematografica con Shoshana ha rappresentato una tappa significativa di questo cammino, aprendomi a nuove prospettive e a un contesto professionale internazionale.
In quel periodo ho avuto anche l’opportunità di essere protagonista di importanti copertine di Variety, una delle testate più autorevoli nel mondo dell’intrattenimento, in un anno che ha visto protagoniste figure internazionali come Lady Gaga e Zendaya. Gli scatti erano firmati dal fotografo ufficiale Cristian Chiulli per quanto riguarda le nostre collaborazioni internazionali. È stata un’esperienza importante, che ha contribuito a consolidare la mia consapevolezza artistica e il desiderio di continuare a crescere in un ambiente sempre più internazionale.
Da queste esperienze è maturata l’idea di un progetto che nasce dalla volontà di trasformare gli incontri, le collaborazioni e le opportunità costruite nel tempo in una rete capace di creare nuove connessioni tra talenti, professionisti e realtà creative di diversi Paesi. Per me, Next Chapter significa evoluzione. Non si tratta semplicemente di raggiungere nuovi traguardi, ma di dare una direzione precisa a ciò che verrà, mettendo in relazione cinema, arte, creatività e collaborazioni internazionali.
La mia ambizione è costruire un percorso artistico sempre più globale, senza perdere autenticità e identità. Credo che ogni esperienza importante non sia un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova possibilità. Ed è proprio questo lo spirito di trasformare ciò che ho vissuto finora nella base per tutto quello che desidero realizzare in futuro.”

Il 2026 segna, secondo il tuo percorso biografico, un importante riconoscimento a Hollywood. Che significato attribuisci a questo traguardo e quali sogni o obiettivi desideri ancora realizzare?
“Il 2026 rappresenta per me un anno straordinario in ambito di presentazioni su riviste americane, un momento che accolgo con profonda emozione e gratitudine. Ricevere un importante riconoscimento a Hollywood è motivo di grande orgoglio, perché rappresenta un riconoscimento al percorso intrapreso, alla passione per la recitazione e alla dedizione che ho sempre cercato di mettere in ogni esperienza professionale. Per me, essere attore significa molto più che interpretare un personaggio: significa entrare in altre vite, esplorare emozioni, raccontare l’animo umano e riuscire, attraverso una storia, a creare un legame autentico con il pubblico. È questa la magia del cinema, un linguaggio universale capace di superare confini, culture e generazioni. Considero questo traguardo non un punto di arrivo, ma un nuovo inizio.
Hollywood rappresenta uno straordinario luogo d’incontro tra culture, talenti e visioni artistiche, e un riconoscimento in questo contesto costituisce per me uno stimolo a continuare a crescere, mettermi in gioco e affrontare nuove sfide. Tra i miei sogni c’è quello di interpretare ruoli sempre più intensi e complessi, collaborare con grandi registi e professionisti del panorama internazionale e prendere parte a produzioni cinematografiche capaci di lasciare un segno. Desidero continuare a sorprendermi attraverso personaggi che mi mettano alla prova, che mi permettano di esplorare nuove sfumature dell’esperienza umana e di trasmettere emozioni sincere. Il mio obiettivo più grande è costruire un percorso artistico autentico, nel quale il successo non sia soltanto una questione di riconoscimenti, ma anche la capacità di emozionare, ispirare e rimanere nella memoria del pubblico.
Accolgo questo momento con umiltà, entusiasmo e la consapevolezza che ci siano ancora tante storie da vivere e interpretare. Perché, per me, il sogno più bello è quello che continua a prendere forma, film dopo film, anche con Alessandra Ardito altra protagonista di questo riconoscimento ad Hollywood per l’Hollywood Times Mag, dove e doveroso ringraziarla e spero di interpretare ruoli con lei così come altri attori e attrici di calibro nazionale e internazionale con la mia agenzia artistica…Agenzia Vito House Eventi di Vito Cisternino”
Instagram: https://www.instagram.com/antoniopaolocisterninofficial/

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