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Come insegnare a tuo figlio il valore dei soldi

Tra i compiti più ardui di un padre c’è anche quello di insegnare al proprio figlio il valore dei soldi. L’impresa non è da poco perché tutti vorremmo vedere sorridere nostro figlio o nostra figlia, ma accontentandolo sempre, rischieremmo di viziarlo. D’altra parte di certo non tutti possiamo permetterci di soddisfare ogni loro capriccio, e così per evitare che quando cresceranno avranno le mani bucate, è bene cominciare ad insegnargli sin da bambini il valore dei soldi. Ma come fare?

Prima si comincia e prima il bambino diventerà consapevole. Non appena vostro figlio comincia a saper fare di calcolo, può essere educativo (e più facile da capire anche per lui) cominciare a contare proprio i soldi. Si possono tenere delle vere e proprie lezioni finanziarie prima di comprare qualcosa, consumarla o “accendendo un debito”, per quanto un figlio possa avere un debito con il padre. Prima di cominciare con le istruzioni, teniamo a sottolineare che, al giorno d’oggi, è fondamentale insegnare ai bambini il valore dei soldi per un motivo molto più immediato del potersela cavare quando saranno grandi. Con la tecnologia odierna infatti i bambini, attraverso internet o i cellulari, accedono molto facilmente a servizi a pagamento, e se non se ne rendono conto, sono capaci di prosciugarvi la carta di credito o il conto in banca. Ecco dunque la strategia da adottare per insegnargli ad usare correttamente il denaro.

Il primo passo è insegnargli la differenza tra necessità e desideri. Tenere regolari discussioni con i propri figli sia quando vogliono loro qualcosa sia quando state pianificando qualche spesa in famiglia. Così come al bambino si può far capire che lui non ha necessità di avere l’ultimo iPhone, ma si tratta solo di un desiderio, così è importante fargli capire che lo stesso vale anche per voi: avete bisogno di un’auto, il vostro desiderio sarebbe una Ferrari ma potete permettervi solo una Panda. Fargli capire dove finisce il denaro della famiglia può anche evitare che si crei l’immagine di voi come se foste un pozzo senza fondo di liquidi. Quando sarà più grande sarà anche possibile insegnargli la differenza tra denaro contante, carte di credito, conti in banca, assegni e via dicendo.

Insegnate con l’esempio. La teoria è molto difficile da apprendere per i bambini, meglio fare qualcosa di pratico. Un esempio che può fare un certo effetto è spiegargli anche degli errori che avete commesso voi in passato, una spesa importante che si è rivelata uno spreco di denaro, e cose simili. Non abbiate paura di aprirvi con loro perché sicuramente sarà una lezione che gli rimarrà impressa.

Il metodo più antico del mondo per far capire il valore del denaro ai propri figli è la classica paghetta. Una paghetta che però non dev’essere sempre dovuta, ma dev’essere legata a dei meriti, come dei lavoretti fatti in casa. Che sia un compenso per avere tagliato l’erba o semplicemente per aver preso buoni voti a scuola, i bambini riescono a fare molto facilmente il collegamento lavoro-guadagno. In questo modo si aumenta anche la loro autostima perché si sono “guadagnati” i soldi, e ci penseranno bene prima di spenderli. Con questa tecnica impareranno anche a risparmiare per comprare, in futuro, qualcosa di più importante ma che non possono ottenere soltanto facendo i capricci o portando le buste della spesa dalla macchina in casa.

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