anoressia maschile

Anoressia maschile: il caso di Dan Stein

Può sembrare una malattia esclusivamente femminile, ma non lo è: l’anoressia può essere anche maschile. Lo affermano i medici di tutto il mondo, ma nella percezione comune non sembra essere così perché siamo abituati a vedere in televisione donne pelle e ossa ed anche le campagne anti-anoressia mostrano sempre e solo rappresentanti del sesso femminile. Sicuramente si tratta di una problematica che colpisce più le donne che gli uomini, ma anche molti maschi ne sono affetti. Oggi vogliamo portarvi come esempio il caso di Dan Stein, un ragazzo americano che se l’è vista davvero brutta.

Chi è Dan Stein, maschio anoressico

Dan era un ragazzo che a 24 anni risultava iscritto al secondo anno del college presso l’Università del Minnesota, era alto un metro e 77 cm e pesava 59 chili. Secondo le sue stesse parole, si autodefiniva “scheletrico”. A 24 anni gli è stato diagnosticato il disordine dismorfico del corpo, una condizione mentale che porta chi ne soffre a vedere il proprio corpo come “insolitamente difettoso”. Dan non è sempre stato così magro e così ci ha messo un po’ ad ammettere di avere un problema, ma alla fine è stato costretto a fare in conti con il suo stesso corpo.

La disfunzione del ragazzo è nata in seguito ad alcuni traumi subiti durante il liceo quando veniva preso in giro a causa del suo peso eccessivo. Ad un certo punto Dan decise di fare come fanno in molti, cioè mettersi a dieta e iscriversi in palestra. Quello che però non tutti fanno, anche se qualcuno purtroppo sì, è stato esagerare. Decise di ridurre l’apporto di calorie ad appena 500 al giorno, e finì per effettuare sessioni in palestra anche di 4 o 5 volte al giorno. Per poter andare in palestra a volte saltava anche la scuola. Il suo piano alimentare fai da te prevedeva una ciotola di cereali a colazione, una scatoletta di tonno a pranzo e una fetta di carne la sera. Si sforzava con tutta la sua forza di volontà di non pensare al cibo per tutto il giorno. Per evitare di mangiare anche solo una caloria in più, evitava persino di uscire la sera con gli amici.

Alla fine Stein ha toccato il fondo un’estate quando, in una afosa giornata in cui c’erano 35 gradi all’ombra, si rese conto di star indossando 3 strati di pantaloni, una t-shirt e sopra due felpe. E nonostante questo sentiva ancora freddo. Le unghie erano blu, le labbra viola e tremava come una foglia. Non c’era abbastanza “benzina” nel suo corpo per produrre calore, e allora decise di rivolgersi ad un medico. La sua paura era che soffrisse di qualche sindrome metabolica o qualche altra malattia, e invece semplicemente non mangiava abbastanza.

Dan Stein oggi

I medici che lo hanno visitato gli hanno spiegato che se non avesse mangiato a sufficienza sarebbe presto morto. Ha così deciso di farsi seguire da un professionista, ha cominciato a mangiare normalmente e a seguire un programma di fitness più “umano”. Oggi Dan ha 32 anni e pesa 84 kg, e quando si guarda indietro sente una rabbia e da essa trae la forza per far conoscere la sua storia ai milioni di uomini che, in America ma anche nel resto del mondo, soffrono dello stesso disturbo e non sanno come uscirne. La sola consapevolezza non è sufficiente, ma a volte può salvare la vita.

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