Vacanze in montagna: come evitare di star male ad elevate altitudini

La settimana che è appena iniziata è quella ideale per una bella vacanza in montagna. La classica settimana bianca, quella che ci porta a Capodanno, vedrà milioni di italiani dirigersi verso gli impianti sciistici delle Alpi, degli Appennini e, perché no, anche all’estero. Una vacanza in montagna è quello che ci vuole per ricaricarsi per ripartire alla grande col nuovo anno, ma può trasformarsi in un periodo pieno di insidie. Per quanto riguarda le gite in sci, le regole le conosciamo tutti: ovvero rispettare i segnali, ridurre la velocità e cercare di non strafare, riconoscendo i propri limiti. Ma c’è una cosa che spesso tralasciamo ma che può essere ancora più insidiosa: l’altitudine.

Respirare aria pulita, godersi panorami mozzafiato, staccare dalla frenesia cittadina. Una vacanza in montagna è spesso sinonimo di rigenerazione fisica e mentale. Tuttavia, salire rapidamente a quote elevate può generare disturbi fastidiosi se non si adottano alcune precauzioni. Mal di testa, nausea, affaticamento, e difficoltà respiratorie sono alcuni dei segnali più comuni legati all’altitudine.

In questo articolo ti spieghiamo come affrontare una vacanza in montagna con consapevolezza, prevenendo i malesseri legati all’alta quota e imparando a riconoscere i segnali che il corpo ti invia.

Se siete abituati a stare in città, difficilmente sarete preparati fisicamente all’aria rarefatta. Non importa quanto siete in forma, l’abitudine alle altitudini elevate è una questione di routine, non di quanti chilometri percorrete ogni mattina di corsa. Secondo quanto spiega la dottoressa Melissa Tabor, docente del Nova Southeastern University College of Osteopathic Medicine, in realtà non è che in alta montagna non c’è ossigeno, ma semplicemente non c’è la stessa spinta che c’è a valle e che porta l’ossigeno nei polmoni e nel sangue. Il corpo percepisce una carenza di ossigeno e i vasi sanguigni si restringono.

Cosa succede al corpo in alta quota

Quando si sale oltre i 2.500 metri, la pressione atmosferica diminuisce e con essa la quantità di ossigeno disponibile per l’organismo. Il corpo deve adattarsi a questa nuova condizione e lo fa attraverso un processo chiamato acclimatazione. Se questo processo avviene troppo in fretta, possono insorgere i sintomi del cosiddetto mal di montagna o mal d’altura.

L’acclimatazione può richiedere da alcune ore a diversi giorni, in base alla persona e all’altitudine raggiunta. L’errore più comune è voler “fare tutto subito”: arrivare in vetta, fare trekking impegnativi, correre, bere poco e mangiare in modo sregolato. Il corpo ha invece bisogno di tempo per adattarsi.

Per evitare di farsi rovinare la vacanza dunque, prima di tutto bisogna riconoscere i sintomi di questo disagio: sensazione di stordimento, mal di testa, nausea, vertigini e difficoltà a dormire. Quando poi la situazione si aggrava si può arrivare anche a confusione mentale e perdita di equilibrio che possono sfociare in emergenze mediche. Di solito i primi problemi cominciano a manifestarsi 6-12 ore dopo essere arrivati ad altitudini elevate. Considerate inoltre che non è importante solo l’altezza raggiunta, ma la velocità con la quale la si raggiunge. Se si raggiungono i 5000 metri in funivia o in elicottero, la sensazione di disagio sarà molto più accentuata rispetto a quando si raggiunge la stessa altezza lentamente, anche con più giorni di cammino. Per questo motivo, se per caso cominciano a manifestarsi i primi sintomi del “mal di montagna”, tornate al vostro albergo o in una posizione più bassa per riprendervi.

I sintomi del mal di montagna

Il malessere da altitudine non è sempre immediato. Talvolta si manifesta dopo qualche ora dal raggiungimento di quote superiori ai 2.500-3.000 metri. I sintomi più comuni includono:

  • Mal di testa persistente e oppressivo

  • Stanchezza anomala anche a riposo

  • Nausea o disturbi intestinali

  • Vertigini o senso di sbandamento

  • Insonnia o sonno agitato

  • Perdita di appetito

  • Battito accelerato o irregolare

È importante ascoltare il proprio corpo: sottovalutare questi sintomi può portare a complicazioni più serie, come l’edema cerebrale o polmonare da alta quota (rari ma pericolosi).

Prevenire è meglio che curare: strategie utili

La prevenzione è la migliore alleata per chi vuole vivere appieno l’esperienza in montagna. La regola d’oro? Salire gradualmente e ascoltare il proprio corpo. Ecco come:

Dai tempo al tuo corpo
Evita di salire troppo in fretta. Se hai in programma un soggiorno a quote superiori ai 2.500 metri, prevedi una tappa intermedia per dare tempo all’organismo di acclimatarsi.

Idratati spesso
L’aria di montagna è secca e la disidratazione può accentuare i sintomi da alta quota. Bevi acqua regolarmente, anche se non avverti la sete.

Evita sforzi intensi appena arrivi
Non esagerare nei primi giorni: lascia al tuo corpo il tempo di adattarsi prima di lanciarti in escursioni impegnative.

Mangia in modo equilibrato
Una dieta leggera, ricca di carboidrati complessi, favorisce l’adattamento e mantiene stabili i livelli energetici.

Attenzione all’alcol
Evita vino o superalcolici nei primi giorni, perché contribuiscono alla disidratazione e accentuano l’ipossia (mancanza di ossigeno).

Vestiti a strati
Il freddo può aggravare i sintomi da altitudine. Porta sempre con te capi tecnici per affrontare sbalzi termici anche improvvisi.

Rimedi naturali e medici

In alcuni casi, soprattutto in presenza di soggetti predisposti o quote molto elevate, può essere utile assumere specifici integratori o farmaci. Uno dei più usati è l’acetazolamide, sotto prescrizione medica, che accelera il processo di acclimatazione. Anche il ginkgo biloba viene talvolta consigliato per migliorare la circolazione e la risposta dell’organismo all’altitudine.

In ogni caso, è fondamentale parlarne con il proprio medico prima della partenza, soprattutto se si soffre di patologie respiratorie o cardiache.

Il consiglio principale è cercare di ambientarsi gradualmente. Se possibile, restate un paio di giorni ad un’altitudine intermedia prima di passare ad una più elevata. Il dottor Tabor sconsiglia vivamente di mettersi in viaggio se si hanno delle malattie precedenti, specialmente se non siete abituati all’alta quota, meglio affrontarla al massimo delle forze; evitate di salire per più di 400 metri al giorno. Controllare costantemente i parametri vitali e, se compaiono i sintomi, fermarsi, evitare di forzare e, se proprio state male, tornate indietro. Se avete avuto già problemi in passato o avete qualche condizione fisica che può limitarvi, consultate il vostro medico prima di partire. L’assunzione di alcuni farmaci infatti può evitare il mal di montagna.

FAQ – Dubbi frequenti sulle vacanze in montagna e l’altitudine

È possibile che i bambini soffrano di mal di montagna?
Sì, anche i più piccoli possono risentire dell’altitudine. È importante evitare cambi di quota troppo rapidi e osservare con attenzione eventuali cambiamenti nel comportamento (insonnia, nervosismo, inappetenza).

Meglio evitare la montagna se si soffre di pressione alta?
Non necessariamente, ma è opportuno confrontarsi con il medico prima di partire e monitorare costantemente la pressione arteriosa durante il soggiorno.

Come posso distinguere un malessere normale da un sintomo serio?
Se il mal di testa non passa con il riposo o è accompagnato da vomito e confusione mentale, è necessario scendere immediatamente di quota e consultare un medico.

In conclusione: pianifica e previeni

Una vacanza in montagna può diventare un’esperienza indimenticabile… nel bene o nel male. La differenza la fa la preparazione. Non sottovalutare l’impatto dell’altitudine, ascolta il tuo corpo e agisci per tempo. Solo così potrai davvero goderti la magia delle vette senza inconvenienti.